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Rapunzel – L’inizio inaspettato

Rapunzel (2010) è un lungometraggio animato di casa Disney, il cinquantesimo fra i suoi Classici, nonché, insieme al Re Leone (2019), il film animato più costoso della storia del cinema.

E così, con un budget di 260 milioni di dollari, incassò bene: quasi 600 milioni in tutto il mondo.

Ed è fra i miei prodotti animati preferiti in assoluto.

Di cosa parla Rapunzel?

Rapunzel è una ragazza che sta per compiere diciotto anni, passati tutti nella torre in cui è stata imprigionata da Madre Gothel, che vuole sfruttare il suo potere…

Vi lascio il trailer per farvi un’idea:

Vale la pena guardare Rapunzel?

Rapunzel e Flynn in una scena del film Rapunzel (2010) L'intreccio della torre, il 50esimo classico disney

Assolutamente sì.

Rapunzel è un ottimo prodotto di animazione, che riesce facilmente ad intrattenere e a divertire.

Oltre a non avere mai dei momenti morti, presenta una narrazione incalzante, porta in scena due protagonisti con un’ottima chimica, una storia d’amore davvero coinvolgente, pur nella sua semplicità. Inoltre, una serie di personaggi secondari genuinamente divertenti e ben scritti.

Insomma, non ve lo potete perdere.

Rapunzel

Rapunzel è una protagonista all’avanguardia per i tempi.

oltre ad essere, insieme a Mulan, una delle poche principesse a possedere un’arma, come Mirabel in Encanto (2021), è un personaggio intraprendente e che prende in mano la propria vita, nonostante tutti gli ostacoli che le vengono messi davanti.

Ovviamente il maggiore ostacolo è Madre Gothel e i suoi ricatti emotivi, ma anche Flynn inizialmente cerca di ingannarla e manipolarla.

Ma Rapunzel è inarrestabile.

In particolare, la protagonista della pellicola ha due punti di forza: non ha un principe e si salva da sola.

Salviamoci insieme

Non solo Rapunzel si salva da sola, ma salva anche il principe.

Una caratteristica ben poco presente per i personaggi femminili, che solitamente sono figure passive che devono essere salvate, spesso premio di una prova del personaggio maschile.

In questo caso Rapunzel decide autonomamente di intraprendere il suo viaggio e riesce, pur con qualche difficoltà, a difendersi, sia fisicamente che psicologicamente, da Flynn e infine da Madre Gothel.

Inoltre, appunto, salva Flynn in almeno due situazioni: quando stanno scappando dai gendarmi dalla taverna, quando stanno per affogare, e infine, anche se indirettamente, quando Flynn è effettivamente morto.

E l’unico momento in cui viene effettivamente salvata non è il solito salvataggio della principessa in pericolo.

Flynn

Molto spesso nella narrazione classica si portava una rappresentazione del protagonista maschile che doveva essere il sogno di ogni bambina: trovare un uomo bello e ricco da sposare, possibilmente che sapesse mettersi in gioco per salvarci la pelle.

Tuttavia le prospettive e i desideri del pubblico già dieci anni fa si erano ampliati.

Per questo Flynn Rider è stato il primo anti-principe della Disney.

A questo esperimento ne è seguita una pallida imitazione con Kristoff in Frozen, e in parte Nick in Zootropolis (2016). Quindi personaggi maschili che si affiancano le protagoniste femminili più come compagni di avventure che (solo) come interessi amorosi.

Nel caso di Flynn troviamo un personaggio assolutamente inusuale per l’epoca: viene anzitutto presentato come fondamentalmente negativo, in quanto fuorilegge, furbo e approfittatore, oltre che vanitoso (caratteristica rara nei personaggi maschili protagonisti, se non per sottosensi queer).

Nonostante tutti questi difetti, Flynn ci sta subito simpatico perché è un personaggio umano.

Uscire dallo stereotipo

Flynn in una scena del film Rapunzel (2010) L'intreccio della torre, il 50esimo classico Disney

A differenza di Rapunzel, che è un personaggio più tipico, Flynn è un personaggio profondamente umano.

Come ci spiega lui stesso, Flynn non è rappresenta la sua reale persona, ma è una facciata che si è costruito. Anche se non è spiegato nel dettaglio, sicuramente proviene da una realtà di grave povertà, forse persino da un orfanotrofio.

Per cui rubare non era mai stato un atto di avidità, ma un modo di sopravvivere, e anche di inseguire, seppure in maniera negativa, il sogno di una vita migliore. La validità del suo sogno viene tuttavia più volte ridimensionata, anzitutto da Uncino, che gli dice Il tuo sogno fa schifo.

Compagno di vita

Rapunzel e Flynn in una scena del film Rapunzel (2010) L'intreccio della torre, il 50esimo classico disney

Così, come nel migliore dei buddy movie, Flynn insieme a Rapunzel riesce a crescere e a migliorarsi, con un effettivo lavoro di squadra, che non sia solo unidirezionale.

Infatti Flynn non salva Rapunzel in senso stretto, ma più che altro la aiuta a compiere quell’atto finale che non riusciva a compiere lei stessa, per via lavaggio del cervello cui era stata sottoposta: tagliare definitivamente i ponti, e così il cordone ombelicale metaforico con la madre.

Oltre a questo, Rapunzel riesce a tirare fuori il meglio da lui, portandolo ad abbandonare Flynn per tornare ad Eugene, ovvero una persona che si interessa a qualcun altro oltre che a sé stesso, e che ha mire definitivamente più oneste e positive.

Ovviamente all’interno di un finale molto semplice e prevedibile, ma del tutto funzionale.

L’innamoramento

Rapunzel in una scena del film Rapunzel (2010) L'intreccio della torre, il 50esimo classico disney

Un grande pregio del film è che il rapporto Flynn e Rapunzel, nonostante sia basato sui più classici e funzionali tropoi di enemy to lovers, è ben costruito.

Inizialmente entrambi, appena si scoprono, sono quantomeno colpiti. Soprattutto Flynn, che rimane sbigottito vedendola per la prima volta, anche perché in quella scena la ragazza è disegnata in maniera più adulta.

Immediatamente, sono entrambi sulla difensiva davanti all’ignoto: Rapunzel si difende disordinatamente con la padella, Flynn con i suoi stupidissimi metodi di approccio, che potrebbero funzionare con altre donne, ma non con Rapunzel.

Poi ci riprova, vedendola in difficoltà, usando trappole emotive al pari di Madre Gothel, anche se ovviamente non in maniera così diabolica.

L’ultimo inganno a cui la sottopone è quello decisivo: alla taverna, invece di arrendersi definitivamente, Rapunzel si dimostra nuovamente capace di gestire la situazione, portandola a suo vantaggio.

E così è anche la prima volta che Flynn è genuinamente interessato a lei, come si vede dal mezzo sorriso che le rivolge mentre sono nel tunnel sotto alla caverna. Da questo momento in poi comincerà a non considerarla più una ragazzina sprovveduta.

Ed è anche la prima volta in cui Rapunzel si rende conto delle sue capacità, e di non essere una buona a nulla come raccontava Madre Gothel.

Le ultime tappe

Flynn in una scena del film Rapunzel (2010) L'intreccio della torre, il 50esimo classico disney

La scena del falò è un altro momento decisivo.

Finalmente entrambi si svelano l’uno all’altro, in maniera in cui nessuno dei due aveva mai fatto con nessuno. A quel punto Rapunzel è già evidentemente già innamorata, ma Flynn non può concedersi questo passo: la guarda ammaliato, poi abbassa lo sguardo, genuinamente sorpreso, e si allontana con una scusa.

E in quel momento Rapunzel fa la mossa finale: dimostra di accettarlo per chi davvero è, e non per la facciata che Flynn ha dovuto usare tutta la vita. E da come lo guarda si vede che è definitivamente innamorata.

Lo stesso sguardo è negli occhi di Flynn quando in città vede Rapunzel con i capelli intrecciati di fiori. Ma, ancora una volta, davanti allo sbeffeggiamento di Maximus, cerca di allontanare quel pensiero.

L’amore fra i due è finalmente rivelato prima quando si trovano mano nella mano durante la danza nella città, e infine sulla barca, quando si dichiarano vicendevolmente, senza più imbarazzo.

Così il breve distanziamento fra i due, che per fortuna non viene eccessivamente drammatizzato ed è anzi occasione per Rapunzel di avere la sua rivalsa su Madre Gothel, viene risolto con la dichiarazione reciproca dell’amore di entrambi.

E non con un semplice ti amo, ma con una dichiarazione più profonda.

Sei il mio nuovo sogno.

Madre Gothel

Madre Gothel è villain da manuale.

un antagonista piuttosto tipizzato, ovvero quel tipo di cattivo la cui cattiveria non è particolarmente esplorata.

Tuttavia, leggendo più a fondo il suo personaggio, si scopre che non è così superficiale come potrebbe sembrare. Anzitutto, le sue motivazioni: non cattiva perché cattiva, ma perché ossessionata non tanto dalla vita eterna, ma proprio dalla bellezza.

Non a caso Madre Gothel è una donna fascinosa e magnetica, che utilizza anche questo suo potere a suo vantaggio.

Così ammalia uno dei delinquenti della taverna per sapere dove sbuca il tunnel sotterraneo, così inganna i due compari di Flynn Rider per utilizzarli a suo vantaggio.

E sempre sulla bellezza punta quando vuole sminuire Rapunzel, sia durante la canzone Mother knows best, quando le dice che è trasandata, persino grassa (a little chubby).

Ma soprattutto durante la scena del falò, quando le afferra i capelli per sbeffeggiarla e le dice Pensi che sia rimasto impressionato? ribadendo quanto la figlioccia sia strana, trasandata e per nulla attraente.

Ma, soprattutto, Madre Gothel è definita nella dicotomia luce – buio, in contrapposizione con Rapunzel.

Essere inghiottiti dall’oscurità

Madre Gothel e Rapunzel in una scena del film Rapunzel (2010) L'intreccio della torre, il 50esimo classico disney

Secondo un topos molto semplice, ma non per questo meno efficace, Madre Gothel è strettamente collegata al concetto di oscurità. Anzitutto per i colori del suo personaggio, molto intensi e scuri appunto, così per la maggior parte delle scene in cui compare, sempre in ombra o penombra.

Inoltre, questa dicotomia si trova nella già citata canzone Mother knows best: tutta la scena è la donna che cerca di togliere la luce alla figlioccia, sia in senso metaforico che effettivo.

Come le spegne le candele che Rapunzel cerca di accendere per fare luce, così Madre Gothel utilizza la luce a suo vantaggio, facendo vedere quello che vuole lei, e ottenebrando la mente della ragazza con paure insensate.

Un’ombra

L’ombra di Madre Gothel accompagna Rapunzel anche quando non è presente in scena.

Quando la ragazza è profondamente divisa sul da farsi, avendo paura di deludere la madre, nelle scene di spensieratezza l’ambiente è luminoso e con colori pieni, quando è invece triste e preoccupata la vediamo in ambienti nell’ombra o nella penombra.

Altrettanto importante per questo simbolismo è l’incontro del falò: la donna abbraccia Rapunzel, non per affetto ma per ingabbiarla nuovamente, la afferra per un polso e cerca di trascinarla con sé, lontano dal falò e quindi dalla luce, verso la foresta nera da cui è emersa.

E così tutta la canzone, che serve a sbeffeggiare la figlioccia e impiantare in lei il seme del dubbio, si svolge nell’ombra.

Rapunzel in una scena del film Rapunzel (2010) L'intreccio della torre, il 50esimo classico disney

Ancora la tematica della luce quando Rapunzel acquisisce consapevolezza: in inglese nella canzone delle lanterne dice Now I see the light, ovvero Ora vedo la luce, in senso sia letterale, sia metaforico.

E il parallelismo è scontato è quando assume la definitiva consapevolezza della sua identità, vedendo proprio i soli simbolo della sua famiglia nella sua stanza, e quindi la luce e la verità che gli era sempre stata nascosta.

Madre Gothel e Rapunzel in una scena del film Rapunzel (2010) L'intreccio della torre, il 50esimo classico disney

Ma Rapunzel si fa anche tentare da una luce ingannevole: quando finalmente (e per fortuna temporaneamente) Madre Gothel la fa tornare a sé dopo averle fatto credere al tradimento di Flynn, è accanto ad una lanterna.

Ma è una lanterna di una luce fredda, verdognola, di un colore solitamente associato al veleno e all’inganno.

E si potrebbe andare avanti…

Non solo il tuo animaletto

Per quanto si sarebbe potuto desiderare un villain più profondo, che non fosse limitato alla sua cattiveria apparentemente superficiale, la spietatezza con cui Madre Gothel tratta Rapunzel è da brividi.

Non c’è mai un momento in cui dimostra qualche tipo di effettivo affetto verso la figlioccia, che considera sempre invece come uno strumento, come una risorsa per sé stessa ed il suo tornaconto.

Madre Gothel e Rapunzel in una scena del film Rapunzel (2010) L'intreccio della torre, il 50esimo classico disney

Non solo uno strumento, ma anche un animale: nella sua prima canzone, Mother knows best, Madre Gothel chiama Rapunzel proprio pet, e in più di un’occasione le tocca la testa come si fa con gli animali da compagnia appunto.

Questo gesto è ribadito nell’ultimo atto, quando Rapunzel le si ribella, prendendola violentemente per il polso e impedendole di farlo.

E finalmente torreggia su di lei.

Personaggi secondari indovinati

Un altro merito di questo film sono sicuramente i personaggi di contorno.

Anzitutto i malviventi incontrati alla taverna, che nel finale diventano fondamentali. Soprattutto per la loro canzone dove vengono presentati, non sono altro che un’estensione di Flynn: criminali ma dal cuore d’oro e con altre passioni oltre al crimine di per sé.

Tra l’altro spassosissima la loro sfilza di interessi assolutamente anacronistici per il periodo rappresentato.

Altra punta di diamante della pellicola è Maximus.

Era forse dai tempi di Mushu che non si vedeva un animale così ben raccontato ed animato, con una mimica al limite della perfezione, che lo fa sembrare prima un uomo, poi un cane (nella scena in cui incontra Rapunzel). Maximus è proprio una storia a parte.

Nota a margine per Pascal: sembra un personaggio molto secondario, e invece ha un ruolo chiave nella vicenda. Infatti, fino alla fine, Madre Gothel neanche sa che esista e Rapunzel glielo nasconde volutamente.

Pascal è infatti la voce della ragione, una figura enigmatica e silenziosa che invita subito Rapunzel ad uscire, che veglia su di lei, riuscendo ad addomesticare Maximus e accettando tacitamente la sua relazione con Flynn.

E non è un caso che è Pascal stesso che interviene per rendere definitiva la dipartita di Madre Gothel.

Rapunzel: un’altra interpretazione

Il potere di Rapunzel è luminoso e puro e, una volta tagliato, perde il suo valore.

Non sarò la prima né l’ultima a dirvi che Rapunzel può essere letto in un’altra ottica.

Il dono di Rapunzel è in realtà la sua verginità, in una visione ovviamente molto tradizionalista. Così Madre Gothel la promette ai malviventi, in maniera davvero inquietante, così dice a Rapunzel che Flynn vuole solo una cosa da lei, come se dovesse sedurla per avere un rapporto sessuale e poi abbandonarla.

Una narrazione piuttosto utilizzata e radicata profondamente nell’immaginario collettivo, anche odierno. E il fatto che si parli di Rapunzel e del suo potere legato al fiore e della preziosità della corona, l’unico interesse di Flynn secondo Madre Gothel, non fanno che confermare questa visione.

Così, quando alla fine si baciano sulla torre e l’inquadratura si allontana, senza far mai vedere che escono o altro, i più maliziosi potrebbero intendere quello come effettivamente il momento in cui portano il loro rapporto ad un altro livello.

Ma sono interpretazioni maliziose…

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Animali fantastici: I segreti di Silente – L’ultimo chiodo della bara?

Questo articolo è stato scritto a quattro mani da me e dal mio collaboratore, che mi ha dato un prezioso supporto.

Animali fantastici: I segreti di Silente (2022) è il terzo capitolo del franchise Animali fantastici, spin-off e prequel della saga di Harry Potter. La pellicola è diretta da David Yates, che si occupò della regia della saga principale a partire da Harry Potter e l’ordine della fenice, ed è stata scritta da J.K. Rowling, autrice della saga, e da Steve Kloves, che ha partecipato alla scrittura di tutti i film del franchise.

Il film arriva dopo quattro anni dal secondo capitolo, Animali Fantastici – I crimini di Grindelwald (2018), per via dello scarso successo economico e del riscontro del pubblico: 654 milioni di incasso contro un budget di 200 milioni. Non un disastro, ma comunque l’incasso più basso dell’intera produzione di Harry Potter.

Quindi questa era l’ultima chance per la saga, destinata altrimenti a chiudersi con questo film. Animali fantastici: I segreti di Silente è davvero l’ultimo chiodo della bara di Animali Fantastici?

Di cosa parla Animali fantastici – I segreti di Silente

Ambientato un anno dopo lo scorso capitolo, Animali fantastici: I segreti di Silente racconta del tentativo disperato di Silente, interpretato da Jude Law, di contrastare l’ascesa del mago oscuro Grindewald, ora interpretato da Mads Mikkelsen, che vuole scatenare una guerra contro i babbani per ristabilire il potere dei maghi, in particolare dei maghi purosangue. Per questo metterà insieme una squadra composta fra gli altri da Newt Scamander, interpretato da Eddie Redmayne, magizoologo autore del libro che dà il nome al franchise, Animali fantastici e dove trovarli.

Vi lascio il trailer per farvi un’idea.

Una produzione travagliata

Johnny Depp nei panni di Grindewald in una scena del film Animali Fantastici - I crimini di Grindewald (2018)

Come nella migliore saga maledetta, la produzione di questo film è stata incredibilmente travagliata. E stranamente il covid non è stato neanche il problema più importante: lo scandalo maggiore ha coinvolto Johnny Depp, che ha interpretato Gellert Grindelwald fino al secondo film. L’attore infatti, dopo essere stato coinvolto in un ancora non chiarito caso di violenza domestica con la moglie, ha fatto causa alla rivista britannica Sun, che l’aveva chiamato wife-beater (lett. picchiatore di moglie), perdendo. Per questo, la Warner Bros ha licenziato l’attore, per paura di paura di farsi cattiva pubblicità.

La parte di Grindelwald è stata quindi assegnata Mads Mikkelsen, attore noto al grande pubblico soprattutto per la serie Hannibal, ma che ha anche recitato nel recente ed acclamato Un altro giro (2020).

E non è finita qui.

Questo film non s’ha da fare

Oltre al caso sopra, le riprese sono state ovviamente bloccata dalle pandemia, anche se il film era già stato fin da prima rimandato di un anno, proprio per lavorarci maggiormente dopo l’insuccesso del secondo capitolo. Sia l’attrice Tina, Katherine Waterston, sia l’attrice di Nagini nel secondo film, Claudia Kim, non hanno partecipato al film o vi hanno partecipato pochissimo. L’una per una grave forma di Covid, durata diversi mesi, l’altra per uno stato di gravidanza avanzato.

Oltre a questo, Ezra Miller, che nel film interpreta Aurelius Silente, è stato recentemente arrestato per aggressione, e ha ricevuto un ordine restrittivo nei confronti della coppia che lo ospitava in quel periodo. Questo non ha influito sulla produzione del film, ma potrebbe farlo in futuro.

Dov’è la magia?

Mads Mikkelsen in una scena del film Animali fantastici: I segreti di Silente  (2022) diretto da David Yates

L’errore più grande di questa saga in generale, e in questo caso è particolarmente evidente, è stato far ritornare David Yates alla regia. Questo regista ha la capacità di spegnere ogni possibile magia, rendendo tutto inutilmente dark (anche nel senso letterale del termine) e, soprattutto, vestendo tutti i personaggi non solo come babbani, ma in maniera assolutamente poco originale.

Il caso più ridicolo è ovviamente Grindelwald, che a me non ha trasmesso assolutamente nulla: nonostante l’indubbia abilità dell’attore, il suo personaggio non è per nulla credibile. E per fare un cattivo credibile almeno per l’aspetto non ci vuole tanto: bastava semplicemente vestirlo da mago. Oppure mantenere l’estetica di Johnny Depp nel secondo film.

Oltre a questo, fateci caso: i personaggi del film non usano le bacchette come bacchette magiche, ma come pistole. Le puntano alle spalle per minacciare, non le usano praticamente mai per fare qualcosa di veramente magico e sono presenti anche sequenze a rallenty, in cui le magie lanciate sembrano dei proiettili,

Di fatto, Animali fantastici: I segreti di Silente sembra più un gangster movie che un film di Harry Potter.

Qualcosa di buono

Eddie Redmayne in una scena del film Animali fantastici: I segreti di Silente  (2022) diretto da David Yates

In Animali fantastici: I segreti di Silente qualcosa di buono c’è: anzitutto, non è un film (almeno per me) noioso. Nonostante mi sentissi costantemente confusa, non mi sono mai annoiata. Talvolta le creature magiche tornano anche protagoniste della scena, anche se riciclando qualche gag già stantia.

Newt Scamander è obbiettivamente l’unico personaggio veramente credibile del film, che riesce a mantenersi coerente fin dal primo capitolo e ci regala anche qualche sorriso durante un film invece nel complesso abbastanza pesante.


Da qui farò spoiler.

Una sceneggiatura segreta

Jessica Williams, Callum Turner, Jude Law, Dan Fogler e Eddie Redmayne in una scena del film Animali fantastici: I segreti di Silente (2022) diretto da David Yates

Come anticipato, la pellicola è stata realizzata da nomi importanti per il mondo di Harry Potter, che dovrebbero conoscere la saga come le loro tasche. Invece, oltre a fare degli errori palesi (come spiegherò più avanti), hanno ideato una trama che è un vero colabrodo.

All’inizio del film viene rivelato che Grindelwald è in grado di prevedere il futuro. Quindi, per confonderlo e impedirgli di scoprire quello che realmente stanno progettando, Silente affida ad ogni personaggio una missione differente, ma nessuno di loro è al corrente di quale sia il vero piano.

Ne risulta un susseguirsi di eventi completamente slegati fra loro e senza un particolare senso logico. Purtroppo, coerentemente con il titolo del film, sembra che Silente faccia del suo meglio per confondere non solo Grindelwald, ma anche lo spettatore: anche dopo aver finito il film, non risulta chiaro quale fosse il piano.

È come se gli sceneggiatori si fossero trovati davanti due strade: scrivere una trama coerente (cosa che richiede un certo livello di impegno e abilità), oppure fregarsene e scrivere una storia incoerente e giustificarla con un espediente narrativo. E hanno scelto la seconda.

I personaggi insulsi

Jude Law e Dan Fogler in una scena del film Animali fantastici: I segreti di Silente  (2022) diretto da David Yates

Oltre a Grindelwald, su cui mi sono già espressa, praticamente tutti i personaggi sembrano in
cerca di una direzione
. Nel film Silente attua uno stratagemma per ingannare Grindelwald, creando cinque valigie uguali e consegnandone una a ciascuno dei protagonisti, ma solo una di queste contiene il prezioso qilin. Questa scena potrebbe costituire un’efficace rappresentazione della produzione del film: pare quasi che siano state scritte cinque sceneggiature diverse che sono state poi chiuse in buste tutte uguali e distribuite a caso agli attori, senza che nessuno sapesse quale fosse quella vera.

Partiamo dalla professoressa Eulalie Hicks, il cui impiego secondario è probabilmente la sceneggiatrice di Netflix; ha il ruolo di fornire a Jacob il riassunto delle puntate precedenti, e successivamente quello di essere una presenza sostanzialmente inutile e fastidiosa. Inoltre, l’unica cosa che poteva essere interessante, ovvero il fatto che fosse una professoressa di una scuola del Sud America, non è minimamente esplorato, né menzionato esplicitamente.

L‘unico compito di Jacob è quello di rimettersi con Queenie. Non ci sarebbe altro da aggiungere, se non fosse che la loro relazione è davvero superficiale, oltre che esageratamente melensa. Queenie non sembra in principio convinta della sua scelta, poi sente obbligata, Jacob continua a inseguirla per parlarle, e alla fine si sposano. Nel complesso, noioso e poco interessante.

Per non parlare dell’indimenticabile personaggio di Yusuf, fratello dell’ancora più indimenticabile (nonché defunta) Leta Lestrange, il cui arco narrativo risulta, se possibile, ancora meno avvincente. Finge di allearsi con Grindelwald, ed ovviamente alla fine si scopre che era sempre stato dalla parte del bene. Personaggio che è apparso per pochissimo, ha detto due battute, e non ha avuto quasi alcuna influenza sugli eventi: perché dovremmo restare col fiato sospeso per la sua scelta?

Albus Silente?

Jude Law in una scena del film Animali fantastici: I segreti di Silente  (2022) diretto da David Yates

Per quanto Jude Law possa essere un bravo attore, a me il suo Silente non convince per nulla. Questo è più una questione soggettiva che una critica oggettiva al film: sarà anche il fatto che non è vestito per nulla da mago, sarà che non vedo in lui la figura saggia ed enigmatica che dovrebbe diventare di lì a non molti anni, ma quando vedo Jude Law non riesco mai a pensare a Silente.

E, essendo uno dei personaggi più importanti non solo della saga, ma anche di questa storia, è veramente un dispiacere.

Il problema di Aurelius Silente

Una delle problematiche principali, che era sorta fin dal secondo capitolo, era la vera identità di Credence Barebone, alias Aurelius Silente. Si è discusso per anni della possibilità che fosse una frottola di Grindelwald, che ci potessero essere diverse spiegazioni, alcune anche piuttosto articolate come l’ipotesi che l’Obscuriale che lo possedeva fosse in realtà quello di Ariana Silente.

Tuttavia, alla fine, hanno optato per quella che sembra una pezza. Io non so se fosse che avevano in mente tutt’altri piani, forse troppo complicati, come traspariva effettivamente dal secondo film. Sta di fatto che la storiella di Aberforth è poco credibile e buttata lì.

Non ci viene detto nulla sulla madre, su come Aurelius sia effettivamente diventato orfano, nulla. Rimane una questione poco chiara e mal spiegata. Oltre al fatto che appare stranissimo che una questione così importante non sia mai stata citata prima nella saga principale. Ma tant’è.

Il voto infrangibile

Jude Law e Eddie Redmayne in una scena del film Animali fantastici: I segreti di Silente  (2022) diretto da David Yates

Lasciando da parte le ovvie battute sul fatto che se il voto si chiama infrangibile dovrebbe essere tale, personalmente non mi è piaciuta la gestione di questo tema. Di fatto quello che propone il film non è logicamente sbagliato, ma l’ho trovato comunque poco chiaro. Non si capisce bene se il voto si infrange perché i due contendenti avevano intenzioni diverse (uno di protezione, l’altro di attacco), e quindi si ritornerebbe all’abusatissimo tema dell’amore protettivo, oppure se entrambi non volessero più far parte di questo patto e per questo si sia infranto.

L’ultima opzione, che sarebbe quella migliore, non avrebbe comunque senso perché il voto infrangibile dovrebbe proprio fungere da protezione in caso le parti volessero scioglierlo, ma in realtà mancano abbastanza informazioni in merito per avere una risposta chiara.

Una progetto fallimentare in partenza

Possiamo dire, senza troppo timore di essere smentiti, che Animali Fantastici era probabilmente un progetto fallito in partenza. Il primo film, nonostante non fosse piaciuto a tutti, era a mio parere gradevole: si percepiva la magia e, giustamente, il focus principale erano appunto gli animali fantastici, e solo secondariamente la trama politica.

Dal secondo film il focus principale è la storia di Grindewald e Silente, andando in parte a snaturare il progetto stesso. Si sarebbero potuti fare dei bei film su Newt che cercava animali fantastici, magari insieme a Jacob, e veniva occasionalmente richiamato per aiutare Silente. E chissà se avrebbero avuto successo.

Il citazionismo disperato

Altro problema del progetto, che si vede già dal secondo film, è la mancanza di esplorazione ulteriore del mondo magico. Nel primo quantomeno veniva approfondita la realtà magica americana, diversa da quella britannica anche solo per i nomi. Dal secondo capitolo in poi, questa idea si perde totalmente: a parte alcuni dettagli che ci fanno capire di essere prima a Parigi, poi a Berlino, l’ambientazione non ha alcun valore.

Sembrava che si sarebbe dovuto esplorare di più il mondo magico anche delle altre scuole di magia, solo accennate nella saga, e invece si è preferito il citazionismo esasperato. Oltre alla breve sequenza ad Hogwarts, in cui rivediamo tutti gli elementi iconici della saga, fra cui il boccino d’oro, il Quidditch e la Stanza delle Necessità, il film è pieno di citazioni veramente ingenue. La più terribile a mio parere è quella nel dialogo fra Aberforth e Aurelius, in cui Aberforth dice Sempre, una delle battute più iconiche e abusate dell’intera saga.

Dimentichiamoci di Harry Potter

In ultimo, nonostante le persone coinvolte nella scrittura, chi ha prodotto Animali fantastici: I segreti di Silente sembra non avere ben chiaro quello di cui sta scrivendo. Ed è veramente paradossale. Fra le varie cose, mi ha fatto veramente ridere vedere che all’inizio, quando la professoressa Eulalie Hicks si smaterializza insieme a Jacob, prima dicono che stanno usando una passaporta, poi i due appaiono a distanza di qualche minuto, l’uno smaterializzato, l’altra che sembra apparire dal fuoco magico del camino, ovvero tramite la Metropolvere (quella che si vede in Harry Potter e la camera dei segreti per capirci).

Tutto questo ignorando sempre il fatto che i maghi facciano spesso magie senza paura di farsi vedere dai babbani, questione che è sempre stata importante per la saga.

Insomma, Animali fantastici: dove trovarli? Nei titoli di coda.