Categorie
2022 Biopic Film Nuove Uscite Film Oscar 2022

Gli occhi di Tammy Faye, o quello che poteva succedere solo in USA

Il cinema semplice road to oscar 2022 che si svolgeranno il 28 marzo 2022

Candidature Oscar 2022 per Gli occhi di Tammy Faye (2021)

(in nero le vittorie)

Migliore attrice protagonista a Jessica Chastain
Migliore trucco e acconciatura

Gli occhi di Tammy Faye (2022) è film un po’ passato in sordina, uscito nelle nostre sale questa settimana, con due brillanti protagonisti: Andrew Garfield e Jessica Chastain. Lui, tornato alla ribalta per Spiderman No Way Home (2021), ma che si sta facendo notare anche per Tik, tik…Boom! (2021) su Netflix, per cui ha anche ricevuto una candidatura agli Oscar di quest’anno. Lei, splendida fin da quella parte in The Help (2011), ma che ha avuto anche parti importanti anche in due film spaziali come Interstellar (2014) e The Martian (2015).

Di cosa parla Gli occhi di Tammy Faye

Cresciuta in un’umilissima e cristianissima famiglia americana, la giovane Tammy Faye al collage si innamora di Jim Bakker. Insieme i due diventano una fortunata coppia di predicatori on the roadIn breve tempo approdano anche sugli spazi televisivi, diventando i più famosi e ricchi televangelisti degli anni Settanta-Ottanta.

Tratto da una storia vera, verissima, che poteva accadere solamente negli USA.

Lascio il resto al trailer.

Perché Gli occhi di Tammy Faye funziona

Anzitutto, le interpretazioni pazzesche dei protagonisti: perfettamente in parte, in ruoli per nulla semplici. Ti tengono sulle spine, si amano e si respingono, ti riportano ad un’epoca lontana e un mondo sconosciuto. Jessica Chastain, soprattutto, è davvero incredibile: mantiene perfettamente il personaggio senza sbavature dall’inizio alla fine, ne segue l’evoluzione e la interpreta magistralmente.

La fotografia è un vero tocco da maestro: modulata perfettamente col passare dei decenni, riesce a trasmetterti proprio il mondo attraverso gli occhi di Tammy Faye, con colori esplosivi ma spesso anche freddi, di una ricchezza tanto bella quanto triste.

Il film non è per nulla breve, ma non di meno riesce ad appassionarti sinceramente alla loro coppia e soprattutto a lei, Tammy Faye, che nonostante ogni cosa riesce sempre a rimanere fedele a se stessa, a compiere azioni e gesti incredibili per la sua epoca e mantenere un irremovibile ottimismo anche nei momenti più bui.

Rimango un po’ in dubbio sulla questione trucco: per certi versi i protagonisti sembrano veramente dei pupazzoni, ma è anche vero che riesce a renderteli veramente simili ai personaggi reali.

Perché il film potrebbe non piacerti

Gli occhi di Tammy Faye Jessica Chastain in una scena del film

La storia ha delle connotazioni al limite del grottesco, sia per gli ambienti che descrive, sia per la storia in sé, che per fortuna non si perde nel melodramma più smaccato. Deve piacerti un tipo di ambientazione, profondamente statunitense, ma davvero aliena per uno spettatore europeo.

Inoltre il film è una vera chicca per chi apprezza i racconti delle storie vere e del folklore americano. Io, per esempio, sono una grande fan.

Previsioni sugli Oscar 2022

Per quanto riguarda la candidatura come Miglior Attrice, Jessica Chastain se la batte con altre grandi attrici come Penelope Cruz per Madres Parallelas (2021) e Olivia Coleman per La figlia oscura (2021). Purtroppo, non avendo visto gli altri film, non posso dare un’opinione. Diciamo solo che io tifo per lei, perché a mio parere è una grande attrice che ha bisogno della spinta finale per brillare.

Invece per la candidatura per Miglior trucco e acconciatura sono indecisa, in quanto, come ho detto, in questa pellicola non mi ha convinto del tutto. Ho idea che vincerà House of Gucci, per una semplice questione di popolarità.

Categorie
2022 Avventura Azione Dramma storico Film Nuove Uscite Film

The King’s man – Le origini grottesche e ridicole

Penso che il titolo sia già piuttosto esplicativo di cosa ne penso di The King’sman – Le origini. Sono una discreta fan della saga King’s Man: ho recuperato il primo fuori tempo massimo, il secondo al cinema alla sua uscita. Il primo l’ho apprezzato e non poco, nel secondo sentivo già scricchiolare qualcosa. Per questo mi sono davvero cadute le braccia.

Di cosa parla The King’sman – Le origini

The King’s Man – Le origini è un prequel della fortunata saga King’s Man appunto, che racconta la nascita del gruppo di agenti segreti britannici. In questo caso i protagonisti sono Orlando (interpretato da Ralph Finnes) e il figlio Conrad (interpretato da Harris Dickinson, che interpretava il principe Filippo nella saga di Maleficent). Orlando ha dedicato la sua vita a portare aiuto nelle zone di guerra e realtà del terzo mondo. E ora, da pacifista convinto, cerca di intervenire nell’intrigo di eventi che scatenanti della Prima Guerra Mondiale, cercando di portarla alla più veloce conclusione. Per questo si oppone alla scesa sul campo del figlio, il quale, da bravo giovane patriota del suo tempo, non vede l’ora di mettersi in gioco per il suo paese.

Lascio il resto al trailer.

Cosa funziona.

Qualcosa, incredibilmente, funziona. L’ambientazione è davvero affascinante, ben curata e anche, quando vuole, storicamente credibile. Gli attori sono generalmente convincenti e la trama, nonostante zoppichi vistosamente, sulla carta ha degli elementi intriganti. Sulla carta, appunto.

Cosa non funziona

Tutto. Per essere un film di intrattenimento, l’ho trovato veramente estenuante. La trama si perde in sé stessa, prende una strada, poi cambia idea, e torna indietro. La risoluzione è ridicola, i villain sono da mani nei capelli.

Rasputin è un pessimo antagonista. È grottesco, ridicolo, financo disgustoso. La regia per il suo personaggio è ambiziosa, non posso dire di no, ma per me è semplicemente inaccettabile. La riscrittura storica degli eventi sembra fatta da un bambino di 10 anni molto fantasioso. Soprattutto per quanto riguarda le scene post-credit. Ralph Finnes come protagonista action non è convincente. Viene mostrato fino ad un certo momento in un modo, e alla fine occupa tutta la scena, nella maniera meno credibile che possiate immaginare.

The King’sman – Le origini fa per me?

Dipende. Se vi piacciono le cose pesantemente trash, proprio stile primi anni 2000, livello American Pie però negli Anni Venti, The King’sman – Le origini potrebbe piacervi. Se vi estasiate per riscritture storiche fantasiose stile la serie Hunters, anche. Se siete fan della saga, non saprei dirvi: io sono discretamente fan e l’ho odiato, ma ho sentito altri che ne sono rimasti convinti.

Io comunque vi ho avvertito.

Mi tolgo qualche sassolino con spoiler

rasputin interpretato da Rhys Ifans nel film The King'sman - Le origini del 2022

La scena di Rasputin è fra le scene più disgustose che abbia visto in tempi recenti. Mi ha fatto volare con la mente agli anni d’oro della commedia americana primi anni 2000, come quel capolavoro di Dodgeball (2004), e a più recenti e discutibili film come Pitch Perfect (2014). Ci vuole davvero genio per scrivere un personaggio così stupidamente volgare.

Inoltre inserisce velatamente l’elemento magico, visto che alla fine la gamba di Orlando è stata curata effettivamente grazie alla lingua di Rasputin. Il tutto però sembra solamente un meccanismo per mandare avanti la trama.

Non ho mai visto un patriottismo britannico così sfacciato: dalla dichiarazione iniziale della compianta Emily su come aiutino gli altri e quanto siano bravi, alla dichiarata superiorità del re di Inghilterra, che rispetto agli altri capi di stato appare saggio e maturo, mentre gli altri sono dei poveri infanti. Inoltre, a chi è venuta l’idea di far interpretare lo zar, il kaiser e il re allo stesso attore?

Poi, ci sono un paio di cose che danno fastidio a me personalmente.

Le cose che danno fastidio a me personalmente

daniel bruhl in King's man le origini film del 2022 su DIsney Plus

Non sono totalmente contraria alla riscrittura storica fantasiosa: la già citata Hunters a me è complessivamente piaciuta, lo stesso per la serie The Great che è dichiaratamente storicamente inesatta. In questo caso, però, ridurre tutto il conflitto a dei dispetti fra bambini l’ho trovato veramente ridicolo.

Non sarebbe ora di smetterla di far interpretare personaggi non anglofoni da attori che non parlano la lingua che dovrebbero parlare? Il senso di mettere nel cast un attore di grande valore come Daniel Bruhl, che è tedesco, e farlo recitare in inglese per la parte di un tedesco non la capisco proprio. Dover ancora sentire personaggi che parlano fra loro non in inglese, ma in inglese con accento caricato (soprattutto in un doppiaggio italiano da piangere), è insostenibile. Soprattutto se mi trovo pellicole incredibilmente mainstream come The Forever Purge (2021) dove ci sono personaggi messicani che parlano giustamente nella loro lingua madre. Non è difficile.

Eppure questo film non è l’unico che ancora continua a fare questo errore.

Ultimo ma non meno importante, l’inclusione forzata e fuori luogo. In un epoca dominata da uomini bianchi, la produzione ha deciso che era una buona idea mettere dei token per rappresentare una donna e un uomo nero. Nelle parti dei buoni, ovviamente. La non storicità del personaggio nero la posso anche accettare in un contesto di riscrittura fantasiosa, ma è assolutamente insostenibile la strada che ha preso certo cinema contemporaneo nel rappresentare le donne come delle insopportabili Mary Sue.

È ora di dire basta.

Per i più coraggiosi, vi lascio con la videoclip ufficiale di Rasputin.

Buona visione.