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Ted Lasso – Come si cambia…

Ted Lasso (2020 – 2023) è una delle migliori serie comedy degli ultimi anni, nonché uno dei titoli di punta di AppleTV+

Di cosa parla Ted Lasso?

Ted Lasso, mediocre coach di football americano, viene inaspettatamente assunto da un club di calcio britannico come allenatore…

Vi lascio il trailer per la prima stagione per farvi un’idea:

Vale la pena di vedere Ted Lasso?

Jason Sudeikis, Brett Goldstein e Brendan Hunt in Ted Lasso, serie tv Apple TV+

Assolutamente sì.

Nonostante Ted Lasso si presenti come una comedy a tema sportivo, in realtà è molto, ma molto più di questo.

Più che parlare delle vittorie e sconfitte dell’AFC Richmond, questa meravigliosa serie segue l’evoluzione dei caratteri e delle vite dei suoi protagonisti.

E lo fa con una classe inarrivabile, scegliendo di evitare il più possibile il drama – anche quando ci sarebbero stati tutti i motivi per farlo.

Insomma, non ve lo potete perdere.

Non solo calcio

Proprio perché Ted Lasso non è propriamente una serie di calcio, parla di molti altri temi fondamentali.

Infatti, durante le tre stagioni si affrontano diverse tematiche al di fuori dell’ambito sportivo: l’importanza di curare la propria salute mentale, il revenge porn, la difficoltà del coming-out (soprattutto nel contesto calcistico) …

E, ovviamente, le affronta in maniera perfetta.

Il pagliaccio triste

Jason Sudeikis n Ted Lasso, serie tv Apple TV+

Ted Lasso inizialmente si presenta con la sua energia inarrestabile, che Rebecca cerca inutilmente di castigare e, in parte, di comprendere. Ma la maschera che il protagonista si è costruito è ben difficile da penetrare…

Infatti, Ted vive costantemente con un complesso interiore, le cui radici vengono da lontano.

Come ci racconta l’incontro-scontro con la madre, il protagonista aveva tenuto profondamente nascosto dentro di sé il trauma della morte del padre, mascherandolo proprio come vedeva fare alla madre. E senza che nessuno dei due sembrasse in grado di affrontarlo.

Jason Sudeikis n Ted Lasso, serie tv Apple TV+

E il trauma si è prolungato con l’inevitabile conclusione del suo matrimonio, nonostante l’affetto che lega Ted alla sua famiglia.

Ed è anche in questo che si ritrova con Rebecca.

La donna, inizialmente antagonista, diventa invece un’alleata del protagonista, ed entrambi riescono a trovare nell’altro una spalla su cui reggersi per affrontare i propri demoni.

Ma il vero momento di svolta è quando Ted accetta finalmente non solo di aiutare gli altri, ma anche sé stesso, affidandosi alle impegnative quanto necessarie cure della Dottoressa Sharon.

E così riesce a tornare finalmente e felicemente a casa.

La bellezza di Ted Lasso sta proprio nella complessità del suo personaggio: da una parte fortemente comico, ma nel profondo anche profondamente emotivo e fragile – caratteristica non comune negli eroi maschili.

L’ex-moglie trofeo

Hannah Waddingham in Ted Lasso, serie tv Apple TV+

Il percorso di Rebecca è forse quello più interessante.

Inizia come un’ex-moglie trofeo, che è stata scartata perché ormai troppo vecchia, sbeffeggiata da ogni tabloid, rimanendo inevitabilmente nell’ombra di Rupert.

Ma anche grazie a Ted riesce a capire di essere molto più di questo, di poter ricercare, anzi pretendere dei partner migliori di quelli avuti finora, riscoprendosi come una donna interessante, intrigante e che ha ancora molto da dire.

Hannah Waddingham e Toheeb Jimoh in Ted Lasso, serie tv Apple TV+

Ma la sua più grande vittoria non è tanto quella di riuscire a vivere molto più felicemente la sua vita sentimentale e sessuale, ma di superare il suo odio per Rupert.

Infatti, in una delle ultime puntate, quando l’ex marito cerca di riavvicinarla, lei lo scaccia immediatamente, senza neanche pensarci: la sua considerazione per Rupert è ormai l’indifferenza.

E la sua realizzazione finale è proprio che non ha più motivo di provare a distruggere l’ex-marito, perché lo stesso è capace di farlo tranquillamente da solo.

E, anche per questo, smette infine di usare Richmond come mezzo di vendetta, preferendo invece di trarne il meglio per tutti.

Il wonderkid

Nick Mohammed in una scena di Ted Lasso, serie tv Apple TV+

Nathan è il personaggio con la storia più turbolenta.

Prende le mosse da una situazione sociale molto bassa: umile tuttofare, e pure bullizzato.

E, anche se riesce, grazie alle sue capacità, a risalire la scala sociale, non riesce a lasciarsi alle spalle il rancore covato per anni. Infatti, Nate solo all’apparenza è innocuo e timido, nella realtà nasconde dentro di sé non poca cattiveria, anche fortemente gratuita, che sfoga soprattutto verso Will.

L’apice di questa situazione è lo strappo – in tutti i sensi – della relazione con Richmond e Ted, per entrare al servizio di Rupert. La nuova posizione sembra potergli garantire tutto quello che aveva sempre desiderato: successo, ricchezza, donne bellissime.

Nick Mohammed in una scena di Ted Lasso, serie tv Apple TV+

Ovvero, diventare Rupert.

Infatti, l’ex marito di Rebecca riesce a catturare Nathan proprio nel momento suo momento più basso, quando, dopo la sua prima vittoria, è diventato sempre più ossessionato dall’idea del successo, e sempre più arrogante e incattivito.

Ma proprio quando Nathan sta per diventare definitivamente un gradasso e un serpente al pari di Rupert, arrivando quasi a tradire la sua nuova fidanzata, decide di abbandonare tutto e tornare su suoi passi.

E finalmente ha la possibilità di redimersi, proprio grazie alle importanti quanto strazianti parole di Coach Beard.

Per tornare ad essere come era all’inizio, ma in situazione totalmente diversa.

Il triangolo

Juno Temple in una scena di Ted Lasso, serie tv Apple TV+

Ted Lasso ci regala un triangolo amoroso particolarmente bislacco.

Parte tutto da Keeley, inizialmente una ragazza molto superficiale e con una bassa considerazione di sé – proprio come Rebecca: si accontenta di un uomo piccolo e pieno di sé stesso come Jamie – o, almeno, il Jamie dell’inizio.

Per questo, da quando si lasciano, i due cominciano a prendere due strade di crescita diverse.

Keeley riesce a darsi maggiore importanza, intraprendendo una piccola, ma significativa carriera nell’ambito PR, pur con qualche inciampo e passo indietro, arrivando comunque ad una bellissima conclusione insieme a Rebecca.

Phil Dunster e Brett Goldstein in una scena di Ted Lasso, serie tv Apple TV+

Parallelamente Jamie compie un’importante evoluzione caratteriale, che si definisce nell’antagonismo con Roy. Inizialmente Jamie è infatti un ragazzo estremamente immaturo e troppo sicuro di sé stesso. E, soprattutto, è incapace di giocare in squadra, di essere un team player.

La sua evoluzione si articola non del tutto nel mettere da parte il suo essere un gradasso sul campo, ma nel saper bilanciare questo aspetto nella vita privata, tirandolo fuori solo al momento giusto per far vincere la sua squadra.

E soprattutto riesce a superare il suo antagonismo con Roy, anzitutto desiderando, anzi pretendendo di farsi allenare proprio dal tanto odiato idolo dell’infanzia.

Roy Ted Lasso

Brett Goldstein in una scena di Ted Lasso, serie tv Apple TV+

Al contempo Roy arriva alla fine della serie non sentendosi tanto diverso.

E invece ha compiuto un’evoluzione fondamentale.

È stato capace anzitutto di lasciarsi alle spalle quello che sembrava definirlo come persona: una star del calcio. E invece torna in panchina, sceglie di mettere in pratica le sue conoscenze per aiutare la nuova generazione.

E, in particolare per aiutare Jamie, a portare a termine la sua evoluzione.

Al contempo aiuta anche sé stesso, migliorando la sua importante relazione con la nipote, accettando tutte quelle caratteristiche che lo rendono meno virile e costruendo un’importante relazione con Keeley – pur non riuscendo (per ora) a ricostruirla.

Ted Lasso finale

Il finale di Ted Lasso è illuminante.

La serie dialoga con lo spettatore, che è rimasto col fiato sospeso fino all’ultimo momento, che ha tifato per quella che è diventata alla fine la sua squadra.

Eppure, alla fine scopriamo che il tanto agognato titolo non è stato vinto da Richmond.

Ma alla fine è veramente importante?

Jason Sudeikis in una scena di Ted Lasso, serie tv Apple TV+

È più importante che ogni storia abbia la sua prevedibile e auspicata conclusione, che ogni personaggio abbia raggiunto il massimo del successo, o che i protagonisti siano arrivati alla fine del loro percorso in maniera soddisfacente?

Un po’ questo quello che ci vuole dire Ted Lasso, guardandoci direttamente negli occhi.

È solo l’inizio.

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Black Bird – Al lupo, al lupo

Black Bird (2022) è una miniserie Apple TV+ di genere thriller. Come sempre, un ottimo prodotto seriale, che Apple non sembra voler far conoscere al mondo…

Di cosa parla Black Bird?

Jimmy è uno spacciatore arrogante e spocchioso, che viene condannato a 10 anni di galera. E il suo biglietto d’uscita è particolarmente salato…

Vi lascio il trailer per farvi un’idea:

Vale la pena di vedere Black Bird?

Taron Egerton in una scena di Black Bird (2022) è una miniserie Apple TV+

Assolutamente sì.

Black Bird è un thriller piuttosto atipico, che affronta diversi temi, fra cui un problema molto attuale negli Stati Uniti (e non solo): l’incubo delle carceri, che si sente in tutta la sua drammaticità.

E la prigione che diventa lo sfondo claustrofobico di un gioco fra le parti, retto da due attori di grandissimo talento, per una storia che riesce a tenerti col fiato sospeso fino all’ultimo…

Insomma, da recuperare.

La maschera

Taron Egerton in una scena di Black Bird (2022) è una miniserie Apple TV+

Inizialmente Jimmy è un insopportabile arrogante, che pensa di avere sempre una via d’uscita e di poter fregare chiunque con la sua nota furbizia.

E infatti nel carcere, dopo appena sette mesi, lo troviamo perfettamente ambientato, a capo di un discreto, ma funzionante commercio interno.

E questa stessa arroganza la userà anche per smascherare Larry, cercando di prendere il posto del fratello.

Taron Egerton in una scena di Black Bird (2022) è una miniserie Apple TV+

Il protagonista diventa infatti quasi un alter ego di Gary: superiore al fratello per fascino e sfrontatezza, ma comunque profondamente disturbato dal comportamento quasi bestiale che l’uomo rivela col tempo.

E, come alla fine il fratello maggiore di Hall ammette di non avere la forza di controllare Larry per tutta la vita, Jimmy perde del tutto il controllo davanti alla vera natura del suo fratello acquisito.

Non lo faccio per voi

Taron Egerton in una scena di Black Bird (2022) è una miniserie Apple TV+

Se inizialmente lo smascheramento del killer era solo il biglietto di sola andata per uscire di prigione, non ci vuole molto perché i segreti di Larry diventino insostenibili.

Sulle prime Jimmy gioca a fare il gradasso, il cool guy che la sa più lunga di tutti e che sminuisce persino il ragazzo strambo, ma tutto sommato innocuo, accondiscendendo le sue parole per farlo confessare.

Ma quando Larry comincia veramente a rivelare quanto sia visceralmente malvagia e disturbata la sua mente, è il momento in cui Jimmy comincia davvero a crollare.

Taron Egerton e Paul Walter Hauser in una scena di Black Bird (2022) è una miniserie Apple TV+

Una faccia di bronzo alla luce del sole, un uomo terrorizzato nel segreto della sua cella.

E allora passa alla mossa finale, la più difficile che permette veramente di far del tutto svelare la natura di Larry: mettere in dubbio la veridicità della sua storia. Un’accusa insostenibile per un individuo che ha inseguito tutta la vita il desiderio di riconoscimento sociale.

E anche se Jimmy prova a portare Larry, in un ultimo, disperato tentativo, sulla giusta via, capisce infine che è impossibile. E allora perde il controllo.

Ma la bestia vera si deve ancora rivelare…

La bestia sopita

Paul Walter Hauser in una scena di Black Bird (2022) è una miniserie Apple TV+

Larry è il lupo travestito da agnello.

Apparentemente è un uomo solo, con le sue stramberie e i suoi peculiari comportamenti con le donne – e non solo – ma fondamentalmente innocuo.

In realtà i confini della sua follia non sono neanche concepibili: che la sua violenza per le donne derivi da una personalità multipla, da una concezione dell’altro sesso coltivata negli ambienti sbagliati o dai traumi infantili, non è dato a sapere.

Sappiamo solo che la sua apparente mansuetudine è del tutto ingannevole: Larry è una bestia incontrollabile, solo apparentemente sopita, che non ha il minimo rimorso per la sua condotta, anzi arriva proprio a giustificarla…

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Fondazione – Una scommessa vincente?

Fondazione è una serie di Apple TV+ uscita lo scorso autunno, liberamente ispirata (e sottolineo liberamente) alla saga letteraria omonima di Asimov, uno dei più importanti autori fantascientifici di tutti i tempi.

La serie risulta una scommessa vincente per la qualità visiva e della mitologia, con una produzione di altissimo livello e una scrittura generalmente buona. Tuttavia presenta un problema non da poco: una trama poco solida.

Di cosa parla Fondazione?

La serie è ambientata in un mondo immaginario e futuristico, in cui l’universo è dominato dall’Impero Galattico, minacciato dalle teorie di Hari Seldon, scienziato e inventore della piscostoria, materia che permette di prevedere gli eventi futuri tramite calcoli matematici.

Vi lascio un trailer per farvi un’idea:

Vale la pena di vedere Fondazione?

Laura Birn in una scena della serie  tv Fondazione (2021-) di Apple TV+ ispirata al Ciclo della fondazione di Isaac Isamov

In generale, sì.

Partiamo dal fatto che se siete fan di Asimov e soprattutto della saga letteraria del Ciclo della Fondazione, molto probabilmente non vi piacerà. Dagli apprezzatori dell’opera letteraria partenza non ho sentito altro che pareri davvero aspri, per via della mancanza di fedeltà all’opera originaria. Siete avvertiti.

Tuttavia, se non siete fan di Asimov e vi piace una fantascienza di stampo abbastanza classico, con una narrazione piena di colpi di scena e con una mitologia piuttosto solida, abbastanza simile a Dune, probabilmente farà per voi.

Una produzione monumentale

Jared Harris in una scena della serie tv Fondazione (2021-) di Apple TV+ ispirata al Ciclo della fondazione di Isaac Isamov

Come anticipato, Fondazione può godere di una produzione monumentale: effetti speciali strabilianti, fotografia da far girare la testa con colori pienissimi, campi lunghi sui panorami spaziali che fanno sognare.

Insomma dal punto di vista tecnico è un prodotto che potrebbe tranquillamente rivaleggiare, dal punto di vista tecnico, con Dune (2021), confermando un nuovo livello di qualità per il genere. Al contempo anche un ottimo cast, con Jared Harris, Lee Pace, e la nuova scoperta Lou Llobell.

Una mitologia incredibile ma…

Terrence Mann in una scena della serie  tv di Apple TV+ ispirata alall'opera Isaac Isamov

Fondazione gode di una costruzione della mitologia davvero incredibile.

L’immensità dell’Impero ci permette di venire a contatto, in sole dieci puntate, con quattro diverse culture. E chissà cos’altro potremo scoprire. Inoltre tutta la storia della dinastia imperiale e dei cloni è davvero interessante e ben esplorata.

Ma non basta.

Il primo (non) problema della serie è l’andamento narrativo: profondamente scostante e talvolta episodico. Si fanno balzi avanti, balzi indietro e si dedica molto tempo all’approfondimento della lore e dei personaggi. Una narrazione strana, non nelle corde di tutti.

A me personalmente ha colpito.

Jared Harris in una scena della serie tv Fondazione (2021-) di Apple TV+ ispirata al Ciclo della fondazione di Isaac Isamov

Un problema effettivo è invece la gestione della trama: inizialmente sembra andare in una direzione, poi ne prende una tutta diversa, che in conclusione sembra più una larga parentesi in una narrazione ben più ampia che si allargherà nelle prossime stagioni.

Di per sé questo potrebbe anche non essere un problema, ma lo diventa quando prendono piede personaggi poco convincenti e una trama non così interessante. E, in parte, il calo di interesse è dovuto anche alla qualità recitativa di alcuni personaggi, che diventano protagonisti della scena da una puntata all’altra e che, appunto, non sono sempre vincenti.

Una brusca svolta

Leah Harvey in una scena della serie tv Fondazione (2021-) di Apple TV+ ispirata al Ciclo della fondazione di Isaac Isamov

Nonostante nel complesso sia coerente, la parte di Terminus mi è sembrata del tutto superflua per la narrazione complessiva.

Oltre a quello, è stato davvero un dolore passare dalla recitazione esplosiva di Lou Llobell (Gaal) a quella statica di Leah Harvey (Salvor). Il suo personaggio, complice anche appunto la sua espressività veramente limitata, non mi ha proprio coinvolto.

Kubbra Sait in una scena della serie tvdi Apple TV+ ispirata all'opera di Isaac Isamov

Ancora di meno mi ha coinvolto la storia dell’attacco di Anacreon e della Grande Cacciatrice, su cui fra l’altro hanno calcato troppo la mano, rendendola quasi macchiettistica. Oltre a questo, anche la vicenda di Fratello Alba non mi ha appassionato, a parte nel finale e sugli effetti che avrà sul futuro.

Diciamo che secondo me partire da una storia monumentale come quella iniziale, con attori di un certo tipo e passare da una storia locale con attori meno in parte non è stata la più brillante delle idee.

Ma nel complesso non sono affatto pentita di averla vista, e sono anzi curiosa di vedere come proseguirà.